Regalo (o sbologno) cavallo? Achtung! Non venga meno la coscienziosità

26 agosto 2018 #focus

Non smettiamo di rimanere di sasso o di sale; molti hanno la nostra stessa reazione - per fortuna! Che se, da un lato, ormai ci siamo tristemente abituati ad alcuni improbabili annunci di vendita nei vari gruppi facebook - verrebbe da dire, più che vendita, "sbolognamento" - con annesse imperdibili (irrisorie) richieste economiche per puledri figli di nessuno, senza documenti, domati da chissà chi, o per soggetti "ottimi solo per passeggiate", entrambe le categorie cedibili addirittura a mezzo baratto - cerco questo, ti do un cavallo in realtà inutile (magari anche problematico), wow! - dall'altro lato, in altri casi, non possiamo passare oltre, non dire. No, proprio non possiamo.


Se consultiamo un qualunque dizionario dei sinonimi e dei contrari, alla voce “regalo” possiamo riscontrare quali opposti significati di questo sostantivo i termini: dispiacere, dolore, afflizione ed angoscia, ovvero esattamente quanto ha suscitato in noi - ma non solo in noi, deo gratias ci sono ancora diverse persone sensibili! - un post pubblicato ieri da una nota struttura nel quale si pubblicizza di “regalare” un docile purosangue dalla veneranda età di 28 anni: evidentemente l'anziano si trova a cercare casa (come se un novantenne, d’iniziativa, decidesse di cercare una nuova dimora). La foto che accompagna il post indica un tutt’altro che arzillo equide, palesemente sottopeso - a quasi 30 anni per un cavallo non è facile assomigliare ad un giovanotto.. eh beh, grazie per la veridicità fotografica. Spiace tuttavia constatare che non si tratti di un privato, ma di una struttura, dove una pensione dell'anziano cavallo (si allude a questo status nel post stesso) di certo è stata, è, o sarebbe - non lo sappiamo - meno problematica e dispendiosa di quanto non sia, o potrebbe essere, per qualsiasi individuo che decidesse di farsene carico. Spiace inoltre, e soprattutto, si ricorra ad una veste appetibile  - “regalo” - in realtà per liberarsi di quello che di fatto è evidentemente un peso. Last but not least, vi è un'ulteriore aggravante in questo annuncio; il fatto che (ri-citiamo il post) il povero equide sia "docile con i bambini" ai nostri occhi non lo rende certamente appetibile per una vita consona ad un animale che crediamo, presumiamo, abbia già espresso la sua utilità nel corso degli anni. Non profuma di buono quest'ultima qualificazione: un cavallo anziano non è un oggetto ludico per i bambini, un passatempo o qualcosa di similare. Vogliamo tuttavia essere benpensanti: magari la struttura voleva solo veicolare, farsi portavoce di un messaggio per conto del privato X... anche volendo essere magnanimi nell'interpretare, non regge comunque il "regalo". Chiamiamo le cose per quel che sono: "PSI 28enne cerca casa/adozione". Ecco, sarebbe più "semplice", se vogliamo. Ma soprattutto più onesto.

Capiamoci, ci auguriamo con tutto il cuore che una soluzione a questo caso si possa trovare. Ma non ci piace affatto il modus operandi che sfortunatamente non è un caso isolato. Sappiamo bene che anche il cavallo più in salute, superati i 20 anni, ha purtroppo altissime probabilità di incorrere in problematiche anche difficili ed improvvise che possono farlo sprofondare in un baratro, specie se non adeguatamente assistito. Non è facile, accudire cavalli anziani. Spesso non è condizione sufficiente di benessere metterli semplicemente in un paddock, anzi. Sono inoltre molte le scuderie che nemmeno li ricevono - anche se con proprietari paganti la loro pensione, tanta e tale è la mole dell'impegno e della responsabilità a cui si sa di andare incontro con loro.

E allora perché pubblicizzare questo “smaltimento” quale dono? Che regalo sarebbe per qualunque persona che, anche animata dalle migliori intenzioni, s'imbarcasse ignara in questa "avventura"? Sarebbe giusto?

Indichiamo le cose per quello che sono: il nuovo proprietario si troverebbe a carico un esemplare docile ma dalla salute inevitabilmente precaria per l'ineludibile logorio degli anni che passano, pronto a trasformarsi in un onere sia affettivo/morale, sia economico, con tutta probabilità complicato da affrontare. Quel cavallo per noi non sta cercando casa, quel cavallo da una casa deve evidentemente essere allontanato e il prezzo lo pagheranno lui e chi - inconsapevolmente - lo prenderà con sé, ammesso che lo trovi. Per come è il nostro modo di pensare il cavallo può certamente conoscere anche tanti (buoni o meno buoni) proprietari: egli nasce con qualcuno, cresce con lui o qualcun'altro, lavora, fa attività o agonismo con X, Y e Z ecc., ma alla fine dovrebbe aver diritto alla pensione - dovrebbe essergli garantita. Tutto quello che si muove fuori da questo schema “naturale” si chiama abbandono, o tradimento. Se a 28 anni l'animale si ritrova "a spasso", qualcosa è andato storto... a questa età non si può essere "in regalo".

Per questa stessa ragione non ci piacciono gli sputasentenze che si "lagnano" delle frequenti campagne acquisti, dei va e vieni da un cavaliere ad un altro, da una scuderia all'altra, dei top horses  - nella stragrande maggioranza dei casi, questi cavalli atleti non finiranno mai quali "figli di nessuno", restando anche in vecchiaia sotto ai riflettori, e dunque con molta probabilità avranno la pensione/vecchiaia garantita. L'invito è dunque quello di occuparsi ed indignarsi per casi simili a quello succitato, se si ha vera consapevolezza. Per i cavalli "qualunque", ad un certo punto privati della dignità e tutela del loro status di anziani - "non servi più, devo trovare un'altra soluzione". Dobbiamo, tutti, renderci conto che un cavallo è un impegno che dura tanto tempo ed ha un costo, non irrisorio: si spende denaro per comprarlo, per addestrarlo; per fare insieme qualcosa. Ma si spende anche quando è anziano e "non serve più a nulla". Quando è vecchio costa e basta, diciamo le cose per quel che sono. Specie se dal rapporto con lui non siamo stati in grado di trarre nulla, o quasi, su di un piano affettivo. Il cavallo dovrebbe avere il diritto di assurgere, ad un certo punto della sua vita, dopo aver condiviso del tempo e fatto con noi tante cose, allo status di "animale da compagnia" (se il cane o il gatto diventano anziani, di solito ce ne occupiamo noi, no? Non li "regaliamo"...).

L’augurio è che esista consapevolezza nell’accogliere inviti di questo genere - "regaliamo PSI 28enne" - e che il povero animale trovi “accoglienza consapevole” per ciò che è ad oggi, e non per quello che può ancora offrire. C’è un tempo per prendere e un tempo per dare, dalla vita di ogni cavallo.

© A.B.; riproduzione riservata; foto © EqIn

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