Nitriti ed emozioni: prosegue l’indagine sulla comunicazione tra cavalli

12 aprile 2018 #focus

I cavalli riconoscono nei nitriti la differenza tra emozioni positive e negative. A questa affermazione, verificata grazie ad uno studio scientifico condotto dal gruppo di ricerca guidato da Elodie Briefer nel 2015 a Zurigo, presso l’Istituto di Scienze Agrarie e l’Istituto Federale Svizzero di Tecnologia e presentato alla Swiss Equine Research Day (e di cui avevamo già dato qui una piccola anticipazione), sono seguite una serie di quesiti e riflessioni legate alla capacità di ascolto di voci familiari nei cavalli e alla trasmissione reciproca delle emozioni.

Quello che è emerso da una prima indagine condotta su 18 soggetti, è che i cavalli sarebbero in grado di condividere e trasmettere i propri stati d’animo attraverso la voce e dunque i nitriti. Se da un lato, dunque, vi è un cavallo che prova un’emozione e la trasmette all’esterno, dall’altra parte ce n’è un altro pronto a riceverla: sembrerà scontato, ma non lo è, perché la dinamica della comunicazione dei cavalli è strettamente binaria: soggetto emittente / soggetto ricevente: ergo, un nitrito viene emesso se e solo se il cavallo presume che dall'altro lato vi sia un consimile pronto a ricevere il suo messaggio, e questo accade proprio a causa del "bagaglio emotivo" che ogni nitrito/messaggio porta con sé.

Per dimostrare l’abilità i ricercatori hanno registrato alcuni cavalli che nitrivano in situazioni che potevano essere definite negative, come ad esempio l’allontanamento di un compagno dalla scuderia o dal branco e in situazioni invece positive, come il ricongiungimento con l’amico. Una volta riprodotte le registrazioni in presenza degli ascoltatori è stato rilevato che i cavalli all’ascolto tendevano a prestare maggiore attenzione (rilevando la testa e portando le orecchie in avanti) in occasione di voci a loro familiari, rispondendo più velocemente di quanto non facessero invece in presenza di voci fino a quel momento sconosciute. Quando quella voce familiare stava poi raccontando di un’emozione negativa, il cavallo all’ascolto appariva molto più agitato che durante un nitrito “positivo”, con maggiore frequenza respiratoria e battito cardiaco accelerato, elementi dunque discriminanti per la valutazione.

Quello su cui si è portata avanti oggi la ricerca cercando di fornire un’informazione in più, e dimostrando allo stesso tempo la valenza della prosecuzione di test in un determinato campo di indagine ai fini della conoscenza e della veridicità di quanto rilevato in prima battuta, è la capacità di contagio di tali emozioni e l’effettivo legame tra l’ascolto dell’emozione e il conseguente comportamento.

Ad esempio, si dice comunemente che il sorriso sia contagioso tra gli esseri umani: potrebbe allora essere vero anche nel mondo animale e nella fattispecie del cavallo? Questo sembrerebbe essere stato recentemente escluso o, quantomeno, non ancora provato scientificamente. Se le ultime analisi hanno confermato quanto precedentemente riscontrato circa una differenza oggettiva nella risposta a nitriti positivi e negativi emessi da cavalli familiari e dunque una capacità di distinzione delle emozioni, il comportamento immediatamente conseguente è ancora difficilmente interpretabile e l’effetto contagio potrebbe dunque non essere tra le conseguenze immediatamente prossime. Infatti, da ulteriori prove e misurazioni condotte a due anni di distanza, i cavalli sembrerebbero ancora riconoscere la differenza tra messaggi vocali positivi e negativi, ma solo se provenienti da compagni conosciuti e, in ogni caso, non al punto da farsi influenzare positivamente o negativamente dagli stessi e attuare un comportamento correlato.

Sorprendentemente, infatti, gli ascoltatori mostravano un comportamento identificabile genericamente come negativo (attraverso un tasso di attenzione molto elevato) nel caso di un nitrito positivo proveniente da una fonte familiare e viceversa, ad indicare la relativa mancanza di un contagio o di un’influenza. Questo non significa però che le emozioni non vengano trasmesse comunque, anzi; semplicemente non è ad oggi chiaro se un sentimento, positivo o negativo che sia, trasmesso attraverso la voce possa avere effetto contagioso su un compagno. Quello che si può invece affermare con un certo grado di certezza è che esiste una scala di reazione ai parametri acustici secondo la quale più forte sarà l’intensità energetica del nitrito nel suo primo quarto, più rapida sarà la risposta del compagno in ascolto.

È difficile spiegare con semplicità che cosa, al di fuori del campo prettamente scientifico, questo possa significare in termini di comportamento animale, ma sicuramente è qualcosa che si inserisce perfettamente nel quadro che cerca da tempo di rivelare la complessità e la ricchezza di capacità e abilità, soprattutto comunicative, che scopriamo giorno dopo giorno essere proprie del cavallo.

Per coloro che desiderassero approfondire la tematica è possibile consultare la pubblicazione scientifica “Perception of emotional valence in horse whinnies”.

© M.C. Bongiovanni - riproduzione riservata; fonte principale: thehorse.com; foto di copertina © pixabay.com

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