L’equitazione classica e il cavallo sportivo di oggi | Il Moralizzatore Equestre

31 marzo 2018 | Il Moralizzatore Equestre

Eccomi oggi con una domanda fatale. Perché i cavalli iberici o comunque di quell'andazzo lì? Perché i cavalli barocchi?
L'equitazione classica, si sa, è nata con questi cavalli. Cavalli compatti, con incollature potenti, schiene corte, andature rilevate, spalle dritte, groppe tonde. Tutta quella antica equitazione è permeata da una concezione del cavallo completamente diversa da quella odierna. Un meraviglioso Oldenburg di 175 cm al garrese, con 2 metri di gambe, una pinna di squalo al posto del garrese, spalla inclinata, leve lunghissime, avrebbe fatto veramente schifo al Pignatelli. Il Grisone probabilmente lo avrebbe direttamente mandato al mattatoio, trovandolo più utile nel piatto che sotto la sella.
In effetti, i cavalli sono cambiati tantissimo, perché l'uso che ne facciamo è completamente diverso. Su questo vorrei far riflettere i molti (troppi) che si riempiono la bocca di paroloni: riunione, flessione delle anche, ramener, aggroppamento (eh sì, ho sentito anche quello) e compagnia bella.
Quella equitazione lì, l'equitazione classica alla “scuola napoletana”, alla Saumur, alla viennese ecc, presuppone un cavallo che non è quello sportivo di oggi.
Lo stesso Karl, i cui video su Odin erano veramente incantevoli, non è la stessa cosa su High Noon. Certo è passato del tempo, molto tempo, s'è sicuramente un po' sciupato l'uomo. Però comunque ci sono delle diversità immani nell'equitazione che esce fuori dal lavoro della stessa persona su tipologie di cavallo così diverse. È diverso il contatto, sono diverse le resistenze e le rigidità, è diversa la direzione in cui si sprigionano le energie.
Anche il dressage ci offre degli esempi. Ai WEG del 2010 abbiamo potuto ammirare Totilas e Fuego XII. Due cavalli completamente diversi. Lì qualsiasi attento osservatore avrebbe potuto rendersi conto dell'abissale differenza tra questi due eccezionali cavalli. Lasciamo perdere la tendenza di Fuego ad affrettare elettricamente tutto e quella di Totilas a perdere qualche battuta, o l'abisso tra i due galoppi (a favore di Fuego) e tra i due medi (a favore di Totilas). Guardiamo il piaffe. Sembrano due esercizi diversi. La base d'appoggio di Fuego è la metà di quella di Totilas. I posteriori si alzano visibilmente, quasi in modo parallelo rispetto agli anteriori. Il piaffe di Totilas è l'opposto, il movimento dei posteriori è solo accennato. Al contrario, nel passage di Totilas si assiste ad un rimbalzo imbarazzante, dando sfoggio delle sue leve e della sua impressionante forza, mentre quello di Fuego è molto meno energico, vibrante.

E allora, ecco il punto. L'equitazione classica, così come la ritroviamo nella nostra tradizione, nelle immagini fissate nella nostra memoria, non è molto adatta al cavallo sportivo. Quel grado estremo di riunione che si può vedere in certe stampe dell'epoca non è praticabile (e forse nemmeno salutare) per i cavalli moderni. D'altro canto, li abbiamo selezionati per l'estensione delle andature e per l'ampiezza delle falcate, non per trottare sul posto e acciambellarsi.
Ecco perché non penso che i criteri di addestramento, di giusto e sbagliato, dell'epoca classica siano trasportabili sic et simpliciter al giorno d'oggi. E perché non mi accodo al coro di scandalizzati, di puristi, di classicisti che criticano a spron battutto l'equitazione moderna (sia per quanto riguarda quella di scuola tedesca, sia per quanto attiene a quella di eredità caprilliana). Credo che possiamo – anzi dobbiamo - trovare esempi di equitazione razionale, rispettosa e a suo modo classica anche in tempi più recenti, quando ormai il cavallo era simile a quello sportivo che conosciamo.
Penso per esempio al più classico dei moderni, il grandissimo Dr. Klimke, che tutti noi dovremmo tenere come esempio nello sport e nell'addestramento dei nostri magnifici cavalli continentali. Chi vuole professare e mettere in pratica un'equitazione manieristica e di accademia, è giusto che si trovi un cavallo barocco e lasci in pace i poveri selle francais, Holsteiner, Kwpn, Zangersheide, Oldenburg.

© Il Moralizzatore Equestre / Equestrian Insights - riproduzione riservata; foto/illustrazione di copertina ©EqIn

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