Il “fai da te”, in equitazione, crea solo danni | EqTech

13 febbraio 2018 #EqTech → Equestrian Techniques

Note a margine, riflessioni e questioni intorno a formazione e istruzione nel e per il mondo equestre > Lifelong Learning (a cura di Gianluca Lupinetti)

Abbiamo da poco inaugurato la rubrica #EqTech, dove stiamo via via cercando di fare il punto sul difficile tema formazione / insegnamento in ambito equestre: ambito difficile perché, come evidenziato in precedenza, si dice che insegnare sia toccare una vita per sempre. Se poi gli allievi sono due, di specie diversa (cavaliere e cavallo), e devono essere guidati al fine di diventare “due in uno” (il binomio), allora la questione formazione si fa molto articolata e complessa. Credo pertanto sia fondamentale riflettere insieme per creare le basi per un futuro di qualità e non di quantità.

Creare e programmare un piano di lavoro con il proprio cavallo è un fattore assolutamente importante per la crescita del binomio, qualunque sia la disciplina in cui vogliate cimentarvi e qualsiasi sia il vostro livello di formazione equestre. Tuttavia, è possibile eseguire addestramento, di se stessi e soprattutto del cavallo, in maniera del tutto autonoma? Cerco di calarmi più nello specifico di questo tema con le considerazioni che seguono.

Cosa faccio oggi? Vorrei lavorare in piano, devo alleggerire il mio cavallo a mano destra perché è troppo rigido. Potrei iniziare con delle cessioni, poi proseguire con qualche spalla in dentro e delle belle appoggiate. Circoli e volte. Però vorrei provare anche questa nuova imboccatura... poi, ah! Ho visto in facebook un esercizio con delle barriere a terra che dovrebbe aiutarmi proprio a risolvere questo problema...

In questo periodo dove è facile trovare spunti di lavoro da ogni parte, fioccando copiosi dai social network da dove è possibile trarre pressoché ogni tipo di soluzione a qualunque problema - così sembra... -, bisogna però fare attenzione a non cadere nella Sindrome di Google: quella che ti porta a trovare da solo il rimedio contro un disturbo od una malattia piuttosto che rivolgerti ad un medico specializzato, con tutte le conseguenze del caso. Sul tema equitazione / training cavalli, nel web possiamo trovare di tutto: da esercizi su un numero di barriere infinite, cavalletti sparsi ovunque per il campo, cavalli giovani che passeggiano su fossi come modelli su passerelle, ecc...

Serve tuttavia chiedersi: a noi di tutto questo che cosa serve davvero, nel nostro lavoro quotidiano? Va da sé che tutto può servire, e tutto può essere parimenti dannoso. Dobbiamo quindi cercare di filtrare. E' sempre un'ottima cosa trarre spunti, suggerimenti o indicazioni: tuttavia il messaggio che arriva, per essere pienamente comprensibile e dunque attuabile al meglio, caso per caso, deve essere filtrato da uno specialista. Perché? Molto semplicemente: anche se esistono dei parametri di riferimento, io non so leggere i miei esami del sangue; per sapere davvero come sto, mi rivolgo al mio medico di fiducia. E qui vengo al dunque: vi serve, volenti o nolenti, un istruttore per monitorare il vostro lavoro, guardarvi e correggervi mentre siete in sella, stabilire con voi su quali aspetti più o meno problematici lavorare. Il "fai da te", in equitazione, crea solo danni. Con questo non intendo che gli allievi debbano diventare dei "sorvegliati speciali", costantemente sotto l'occhio vigile del proprio istruttore; anzi, vi sono alcuni momenti in cui per responsabilizzare l'allievo e renderlo sempre più autonomo, è assolutamente auspicabile che questi sia in condizione di poter lavorare da solo per qualche sessione con il proprio cavallo, di modo da provare a mettere a frutto quanto appreso nelle precedenti sessioni di lavoro con il suo insegnante. Tutt'altra cosa è l'improvvisazione, l'autodafé, l'autodeterminazione senza confronto con chi ha più esperienza ed è qualificato per indirizzarvi, correggervi, aiutarvi.

Considerate che persino i professionisti, quelli veri, non mancano mai di confrontarsi con altri, di chiedere consigli durante sessioni di lavoro di una o più giornate. Certo, i cavalieri professionisti hanno tutti i mezzi e le capacità per tutti gli esercizi del daily work, tuttavia solitamente non trascorre mai troppo tempo prima che tornino a confrontarsi reciprocamente con altri cavalieri: con i cavalli, si sa, non si smette mai di imparare e non si è mai arrivati. Per quanto buono, non esiste un solo metodo, una sola strada, ma mille diverse e bellissime sfumature di questo stesso cammino che chiamiamo equitazione.

Diversamente, ossia senza confronto e senza le conoscenze per filtrare adeguatamente un contenuto, tutta la grande mole di informazioni sul "come fare" con i cavalli, oggi sempre più facilmente e velocemente reperibile, creerebbe solo confusione. Confusione che rischia di allargarsi nella maggior parte dei praticanti, specie se con poca esperienza. Posso, certo, vedere e imparare a memoria un video training che dovrebbe insegnarmi una certa cosa o risolvere un certo problema del mio cavallo. Tuttavia, anche se vi sembra di essere infine arrivati a realizzare l'esercizio del video nel modo più preciso possibile, non è detto che fosse proprio quello l'esercizio più adatto per voi e il vostro cavallo, in quel momento. Piuttosto che fare da soli, può essere più utile confrontarsi con il proprio istruttore e magari provare a realizzarlo insieme.

Resto dell'idea che quando lavorate in autonomia con il vostro cavallo, se riusciste a realizzare alla perfezione questi tre semplici punti che vengo ad indicarvi, avreste già risolto il 90% dei problemi e potrete godere di un'equitazione semplice ma precisa dove alla fine, forse, vi divertirete anche. Sono assolutamente certo che la stragrande maggioranza degli istruttori sarà assolutamente d'accordo.

Focus su tre punti o obiettivi: posizione (assetto), direzione, regolarità dei movimenti.

Posizione: è l’unico strumento indispensabile per praticare un'equitazione di qualità. Il tallone basso non passa mai di moda. Da un punto di vista interno - ossia il vostro, quando siete a cavallo - difficilmente avrete la percezione corretta di quella che è realmente la vostra posizione; vi sentirete perfettamente dritti, senza sbilanciamenti a destra o a sinistra, ma in realtà non lo sarete. Ecco quindi, serve qualcuno che vi corregga...

Direzione: sembra scontata ma quante volte si vedono cavalli spostarsi durante l’avvicinamento o la ricezione del salto in campo prova con istruttori che devono immolarsi a pilieri umani per correggere traiettorie zigzaganti? Concentratevi, dunque, sulla direzione, lavorate e fate in modo che sia l'obiettivo primario di ogni vostro esercizio, sia durante il lavoro in piano, sia verso e dopo il salto.

Regolarità: siete certi che il vostro cavallo mantenga la stessa cadenza sia nel lavoro in piano sia durante un percorso?

© Gianluca Lupinetti - Riproduzione riservata; foto copertina © A. Benna / EqIn;

contatti: clicca qui

Gianluca Lupinetti (1980), nato a Vizzolo Predabissi (MI), è figlio d'arte di Uberto, tra i migliori riders italiani (di cui ci limitiamo a ricordare la performance olimpica del 1984 a Los Angeles). Gianluca in poco tempo si distingue in numerose competizioni nazionali e internazionali di Salto Ostacoli: ricordiamo qui il debutto nella Coppa delle Nazioni (1999 – Zagabria, dove vinse la gara di potenza – 2,12 mt). La sua formazione atletico-agonistica è frutto di una collaborazione costante con cavalieri di grande levatura e di numerose esperienze internazionali. Oltre al padre, tra i vari trainers del suo passato e del suo presente, troviamo Filippo Moyersoen (Olimpiadi Los Angeles ’84), Giorgio Nuti (Olimpiadi Los Angeles ’84 e Barcellona ’92), Emilio Puricelli, Patrick Le Roland (tra i migliori istruttori dell’Académie de Saumur – France), Nelson Pessoa e Albert Voorn. Dal 1998, Gianluca si occupa dell’addestramento di base e avanzato di giovani cavalli nella sua Asim Club La Viscontea e segue con passione i binomi allievi della scuderia, continuando a riscuotere conferme sulla sue grandi potenzialità come atleta e come trainer, con numerose vittorie e piazzamenti nelle competizioni più importanti (Wierden, Mauren, Lugano, Piazza di Siena, Cervia, Milano-Assago, Cagnes-sur-Mer, Vidauban, ecc.). 

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