Se avete una cavalla un po’ scarsa, siete già a metà dell’opera per avere un puledro mediocre

10 febbraio 2018 | Il Moralizzatore Equestre

Sento spesso le persone che chiedono: “tu per questa fattrice che stallone sceglieresti?”. E ti dicono solo la genetica. I più prolissi magari ti descrivono anche un po' la cavalla, sia fisicamente che di carattere. In un mondo astrattamente perfetto, in cui il figlio è la summa delle caratteristiche dei genitori, sarebbe possibile farsi un'idea. Per una fattrice di 2 metri, lenta, lordona, con una testa enorme e la schiena lunga come un pullman, magari si potrebbe consigliare uno stallone con un bel modello, sportivo, moderno, un bel faccino piccolo, sangue, rispetto, velocità... Se hai una fattrice tutta storta, con appiombi urendi, ti si potrebbe consigliare uno di quegli stalloni che hanno dato tanti figli con le gambine corrette, tipo Ustinov (anche se io, personalmente, non la metterei proprio in razza una cavalla che sembra stata assemblata da Picasso). Insomma, in un mondo ideale sarebbe possibile un minimo costruirsi il puledro ideale, combinando le caratteristiche della madre e del padre. Epppppperò non è così. Anche nella genetica umana non è detto che da un padre di due metri e una madre di un metro e cinquanta venga fuori un figlio alto 175 cm. Certo, alcune caratteristiche sono abbastanza prevedibili (tipo il  colore della pelle, se non c'è lo zampino del maestro di Salsa e Merengue). Ma per il resto, "del doman non c'è certezza". Ecco perché la genetica è una scienza complessa e ancora per molti versi misteriosa. E così tutti noi comuni mortali che non lavoriamo al Cern facciamo fatica ad azzeccare in pieno l'esito di un accoppiamento. Anzi, a dirla tutta è anche difficile dire SE ci sarà un esito.


Si perché non basta scegliere lo stallone perfetto. Bisogna anche che il suo seme sia compatibile con la tua fattrice. E quindi va consultato un veterinario specializzato, che indaghi la fertilità della cavalla, lo stato del suo utero e delle sue ovaie, consigliandoti il tipo di seme (fresco, congelato, ecc.), trattamenti ormonali, momento appropriato e via dicendo. E quindi già qui escludi alcuni cavalli che sulla carta magari erano perfetti ma che per questioni logistiche non vanno bene. Una volta scartati quelli materialmente incompatibili (ovvero che facilmente non ti garantirebbero una gravidanza), ti restano comunque un sacco di altri potenziali papà. E lì, tu vai sul sicuro: prediligi i grandi campioni, no? Si, Ni, Non è detto. Infatti le capacità sportive di un cavallo non derivano solo dalla sua genetica. Magari un cavallo è un genio ma dà figli mediocri. Non è detto che i figli di Plot Blue saranno Plot Blue anche loro. E viceversa ci sono stalloni che magari non erano proprio i più geniali cavalli al mondo (sempre rispetto agli altri crack della top league), che però hanno dato buoni figli (tipo Mylord Carthago). E ci sono stalloni fantastici che hanno fatto pressoché solo allevamento per tutta la vita, senza essere impiegati molto nello sport. E quindi bisogna guardare l'indice genetico (quell'indicatore numerico attinente alla capacità di trasmettere certe qualità alla progenie), che ci può dare importanti informazioni in merito alle performance della prole del nostro candidato papà. Ovviamente, l'attendibilità di un indice dipende soprattutto dal numero di figli. Più figli ha in sport uno stallone, più è possibile farsi un'idea delle qualità che trasmette. Ci sono tanti grandi cavalli, famosissimi magari, che hanno vinto tantissimo, che però hanno pochi figli. O giovani stalloni dalla grande genetica messi in razza subito, prima di poter far parlare di sé nei campi gara. Entrambi avranno pochi figli, quindi un indice genetico poco attendibile. Però non è la stessa cosa. Se nel secondo caso è ovvio il basso numero di figli in sport (se il padre ha 7 anni, non avrà molti puledri in giro per concorsi o rassegne), nel primo c'è da farsi qualche domanda sul motivo per cui un grande campione non è molto utilizzato in razza. Quindi tra i due, scelgo sicuramente la giovane promessa. Anche perché – cosa non trascurabile – il seme di un top sire costa un occhio della testa, se non anche due. Ma se tu, potendo spendere, hai scelto l'ottimo e indicatissimo Diarado per la tua cavalla calda, piccola, incazzosa, con i mezzi e la falcata di un pony shetland, avrai finalmente un buon puledro? Non si sa, perché ovviamente conta anche dove lo farai vivere, in che ambiente, cosa gli farai mangiare, quanto lo farai muovere, socializzare, vedere il mondo, che esperienze farà, da chi lo farai domare e infine a quale cavaliere lo affiderai. E poi la cosa più importante di tutte: per fare un gran cavallo ci vorrà sempre anche una gran bella botta di... fortuna. Quindi, se già avete una cavalla un po' scarsa, senza particolari qualità sportive, siete già a metà dell'opera per avere un prodotto mediocre, anche se le date un buono stallone. Figuriamoci se la fate montare dallo stallone di mio cuggggino. Datemi retta, lasciate perdere: crescere un puledro buono ed un puledro brocco costa uguale, e cioè un sacco di soldi. Pertanto fate in modo che ne valga la pena (utilizzando una buona fattrice e scegliendo il padre cum grano salis), oppure compratevi un cavallo già fatto. Spendete uguale ma almeno sapete per cosa state spendendo.

© Il Moralizzatore Equestre / Equestrian Insights - riproduzione riservata; foto/illustrazione di copertina ©EqIn

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