Della mezzafida, opzione che rende tutti contenti? Anche no | Il Moralizzatore Equestre

03 febbraio 2018 | Il Moralizzatore Equestre

Non si può aver tutto. Io, per esempio, sono intelligente, simpatico, brillante, bellissimo e fascinoso, oltre che dotato di grande talento equestre. Dunque, non potevo essere anche ricco. Pertanto ho subìto mezzefide per tutta la vita, da entrambe le parti. Ho sperimentato proprietari rompiscatole e, poi, sono stato io stesso un proprietario asfissiante. Ho abbandonato la nave che affondava alla prima zoppia e sono stato piantato in asso per una sobbattitura. Ho speso cifre folli per cavalli che poi, dopo un mese, son stati venduti; a mia volta ho tolto la mezzafida immediatamente dopo che il malcapitato di turno si era comprato tutto il corredo personalizzato col nome del cavallo. Insomma, le ho vissute tutte. Ecco perché la mezzafida fa schifo, da qualunque punto la guardi. E però delle volte “Piutost' che nient' l'è mej piutost”, come si dice qui intorno. Volenti o nolenti, si tratta di un'esperienza che non manca quasi mai nella vita di un cavaliere. Ecco allora tutto quello che c'è da sapere sulle mezzefide.
Quando prendi un cavallo in mezzafida, non sei mai veramente contento. Il sogno di tutti, infatti, è avere un cavallo di proprietà. Un cavallo che ti monti solo tu, con cui fai quello che ti pare, che se ti svegli al mattino con il pallino di rasargli a zero la criniera lo fai, ecc. ecc. Quindi, il fatto di doverlo condividere (specie con il suo legittimo proprietario, che dunque ha più “diritti” di te) è di per sé brutto. Dover continuamente chiedere il permesso per fare le cose è una immane scocciatura, soprattutto dopo un po', quando il cavallo cominci davvero a sentirlo come tuo.
Epperò, se non sei nato Paperon de' Paperoni, spesso ti tocca. E il giorno in cui malauguratamente deciderai di provare in segreto il filetto di rame ad anelli al posto dell'happy mouth a barre, stai sicuro che per una serie di sfighe cosmiche sarai colto in flagrante e amaramente cazziato. Per quanto tu possa essere maniaco dell'igiene, la testiera non sarà mai abbastanza pulita, il cassone non sarà mai abbastanza in ordine e le tue treccine sembreranno sempre cachi (e quindi verranno puntualmente disfatte per evitare imbarazzi).
Quando andrai in gara, l'errore non sarà mai del cavallo (che per il proprietario è una specie di martire nelle tue mani e sotto al tuo sedere), il quale anzi sarà sempre bravissimo e dolcissimo, anche quando ti tirerà le peggio sgroppate e ti lancerà fuori dal campo.
Se tarderai 1 giorno nel corrispondere la tua metà, ti sarà fatto pesare e comunque in scuderia, nel giro di 3 secondi, passerai per quello che non paga. Per sempre.


Sentirai costantemente lamentele per come monti, perché hai delle mani da muratore, perché culi, perché spingi, perché non vedi le distanze. E se per caso una volta il cavallo si fermerà davanti ad un salto, TU lo avrai ingranato. Anche stavolta, ovviamente, per sempre.
Ti iscriverai ai Campionati ma 2 settimane prima (quando ormai avevi preso ferie, fatto venire la nonna dagli Stati Uniti, messo proclami e manifesti che neanche il circo Orfei), il padrone del cavallo ti comunicherà che no, i Campionati li fa lui. Perché? Perché sì. Perché ha la precedenza.
E se, sfiga vuole, il cavallo una volta si farà male, sarà sempre stata colpa tua (“eh certo, tanto il cavallo non è suo, cosa vuoi che gliene freghi”).

Ma se pensi che essere il mezzafidatario sia brutto, non pensare che essere il proprietario, nello specifico caso della mezzafida, sia meglio.
Hai il cavallo da anni, te lo sei costruito su misura, va col pensiero praticamente.
E niente, è necessario: arriva uno e te lo monta diverso. 3 volte a settimana.
Nel giro di un mese, non te lo senti più come prima, non ti trovi più, non parte più al galoppo con un minimo spostamento di peso, non ti entra più negli angoli (peccato mortale, orrore, indignazione!). Tu che prima avevi un cavallo con 18 metri di falcata, adesso te lo trovi che mette i tempini. Ti senti quindi un pochino frustrato, ma il mezzafidatario, povero cristo, “non è mica colpa sua se è negato” (è sempre negato, ricordi??). Come se non bastasse, quando andrai in maneggio non troverai MAI le cose al proprio posto e compariranno orrende copertine sgargianti e inguardabili cuffiette, mentre la tua sobria attrezzatura... svanita nel nulla.
Siccome è il tuo cavallo (e ne sarai geloso), ti verrà l'orticaria tutte le volte che il mezzafidatario posterà su Facebook le sue foto con sottotitoli smielati (cosa che succederà sempre, ogni santo giorno, 6 volte all'ora). Per non parlare di quando ti salirà l'omicidio quando gli sentirai dire “il mio cavallo”. Sete di sangue proprio.
Soffrirai tutte le volte che vedrai la tua metà montare, starai fisicamente male e farai fatica a controllare l'istinto di andare lì e tirarlo giù di sella e fargli finalmente vedere come si monta a cavallo (ovviamente, tu, sei al livello di Smolders, come minimo).
Sgranerai gli occhi indignato quando, entrando in scuderia, troverai il cavallo con la criniera toelettata a forbice (eresia!!). E quando comincerà a fare il gesto di mordere, sarà sicuramente colpa di quel pirla che gli dà da mangiare dalle mani. Insomma, è stata, è e sarà un'esperienza devastante, per ambo le parti.
Eh sì, a volte però non c'è scelta. Si deve optare per la mezzafida, seppur obtorto collo,  per il bene del cavallo. Perché in fondo, così, lui è amato da due persone (che tuttavia, intanto, si odiano tra loro).

© Il Moralizzatore Equestre / Equestrian Insights - riproduzione riservata; foto/illustrazione di copertina ©EqIn

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