Bitless sì o no? Lo studio tedesco sull’accettazione volontaria del cavallo della pressione

19 gennaio 2018 #focus

“Mettere un morso ad un cavallo che sta per lavorare è come mettere una museruola ad un cavallo che sta per mangiare.” (Robert Cook).

Veterinario inglese laureato al Royal Veterinary College di Londra, professore di chirurgia presso la Tufts University in Massachusetts, da circa vent’anni dedito allo studio delle conseguenze negative dell’uso del morso come strumento di comunicazione con il cavallo, Robert Cook è l’ideatore di quella che è sicuramente nota ai più: la Bitless Bridle.


Dando origine ad una vera e propria scuola di pensiero nel tentativo di ricorrere ad alternative più rispettose del benessere animale rispetto alle tradizionali testiere con imboccatura, ecco la Bitless, questo particolare tipo di testiera senza imboccatura, che differisce radicalmente dalle più comuni impiegate (come la nota hackamore, ad esempio) grazie al suo sistema a doppio anello, il primo posizionato sopra la nuca, il secondo sul naso e per mezzo dei quali la testiera fa presa sull’intera testa del cavallo. Uno strumento che risulta compatibile con tutte le attività fisiologiche dell’animale al lavoro, non interferendo né con il respiro, né con il movimento.

Ciò che invece ancora poco si conosce, come affermano i ricercatori, è l’effettiva sensibilità del cavallo alla pressione nei diversi punti sul quale una testiera e un morso si trovano ad agire. Dunque: Bitless sì o Bitless no? E quale, tra le disponibili sul mercato, esercita le pressioni maggiori?

Ciò che si può fare per rispondere è cercare di mettere in comunicazione due mondi afferenti a due diverse ideologie e a farlo, ottenendo informazioni su come i cavalli percepiscano la pressione esercitata da diverse testiere prive di morso rispetto ad un’imboccatura di comune impiego, si è proposto un gruppo di ricerca tedesco, portavoce la ricercatrice Anina Vogt, con l’aiuto di 21 cavalli.

Animali di razza ed età diverse (compresa tra i 4 e i 24 anni, la quale non ha influenzato i parametri) a sangue caldo, a sangue freddo e pony, solitamente in lavoro con un filetto snodato sono stati dotati per lo studio scientifico e in ordine casuale di diverse tipologie di testiera senza morso, che esercitano pressione in diverse aree sensibili, tra le quali anche la Bitless Bridle del dottor Cook e di filetti snodati.

Il test è stato condotto all’interno di una scuderia, con gli individui in piedi, con le redini attrezzate di un misuratore di tensione atto a simulare la posizione delle mani del cavaliere, la fronte posizionata di circa 5-10° in avanti rispetto alla verticale, incoraggiati ad allungarsi verso una fonte di cibo al fine di misurare il grado di tensione che volontariamente gli animali erano disposti a sopportare per raggiungerla. Il test terminava quando un cavallo, distesosi nel tentativo di raggiungere il cibo, rilasciava la tensione dopo il tempo massimo di un minuto.

La procedura è stata ripetuta, per ogni cavallo e tipo di testiera, tre volte al giorno e per tre giorni consecutivi. I risultati sono stati discussi alla tredicesima Equitation Science Conference, evento scientifico australiano svoltosi lo scorso novembre 2017, organizzato come ogni anno da ISES International Society for Equitation Science, con l’obiettivo di promuovere e incoraggiare l’applicazione di pratiche avanzate al fine di migliorare il benessere del cavallo nella sua associazione ed interazione con l'essere umano, che per questa edizione ha voluto farsi portavoce di un messaggio importante: Back to basics, ritorno al basilare, alle origini. C’è un grande potere nella pratica dell’osservazione, una volta descritto e definito ciò che può essere comunemente concordato secondo un etogramma di riferimento è possibile passare alla spiegazione di cause e funzioni, ma prima di tutto occorre un ritorno alle origini per costruire una base solida. Lo studio scientifico è a tal fine uno strumento.

Quello preso in esame ha verificato come i cavalli abbiano applicato quantità simili di tensione massima per ogni tipologia di testiera, posizionando agli estremi di una scala di valutazione quella chiamata Fred Rai Rope, la più “leggera” per la quale i cavalli hanno dimostrato di sopportare volontariamente una tensione maggiore e la Side Pull, più dura, caratterizzata da una fascia in corrispondenza del naso più rigida e sottile rispetto alle altre dunque di maggior pressione, mentre il filetto snodato ha dato un risultato equiparabile alla maggior parte delle restanti testiere senza imboccatura.

Un particolare interessante e da approfondire: i cavalli a sangue freddo hanno accettato volontariamente pressioni più alte, ad indicare, ad un primo esame, una pelle più spessa o una generica maggiore tolleranza alla pressione.

I risultati hanno inoltre evidenziato che la specifica area di contatto è più rilevante della parte del corpo che percepisce la pressione e che esisterebbe un potenziale pericolo nell’utilizzo di testiere bitless dato dalla delicatezza dell’osso nasale, sottile, che potrebbe facilmente fratturarsi in seguito a pressioni elevate.

In sintesi, la stessa tensione si traduce secondo i ricercatori in livelli simili di disagio nel cavallo indicando che, con tipologie differenti di testiera (e a parità di livello di addestramento precedente del cavallo) lo stesso aiuto è contrario allo stesso modo agli individui.

Alla ricerca di quella che deve essere la soluzione più idonea e conforme al benessere del nostro compagno, che si decida di utilizzare un’imboccatura, la quale andrebbe preferibilmente individuata sempre secondo i più importanti criteri anatomici (clicca qui un importante approfondimento sul ”bit-fitting”, pratica forse non a tutti nota), o che si scelga di abbandonarla per seguire altre strade, è ancora oggi difficile, purtroppo, non pensare alla condizione attuale che molto spesso esiste in proposito e a come il desiderio di esercitare un controllo sugli animali superi le preoccupazioni riguardo al danno che può essere fatto usando alcune imboccature che sono state progettate per esercitare una pressione sufficiente a causare lesioni significative e dolore.

©M.C. Bongiovanni - riproduzione riservata; fonti principali: horseandhound.co.uk; eurodressage.com; bitlessbridle.com; foto di copertina: ©bitlessbridleitalia.com

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