Il buon cavaliere non cerca scuse | Psicopillole

20 dicembre 2017 #psicopillole → pillole di psicologia per gli sport equestri

Prosegue con un altro approfondimento la rubrica di Pillole di Psicologia per gli sport equestri, volta a fornire indicazioni utili per guidare ed indirizzare ad un primo autonomo lavoro di riflessione su se stessisulle proprie capacità e sugli ostacoli che così spesso si frappongono tra noi e il raggiungimento di una prestazione ottimale.

“Lo sport serve ad imparare a perdere, oltre che a vincere. Serve a imparare a vincere nel senso che bisogna fare le cose bene, bisogna sacrificarsi, bisogna essere efficienti, bisogna dare importanza alle cose decisive e anche a quelle meno importanti quando la posta in palio è molto alta. Ma serve anche a imparare a perdere. Chi fa sport sa che non si può vincere sempre. L’eccezione è vincere sempre. La cosa normale è l’alternanza tra le vittorie e le sconfitte. Io ho sempre detto che sono molto orgoglioso della nazionale che ha vinto due Mondiali, due Europei, ecc., ma sono altrettanto orgoglioso della squadra che ha perso l’Olimpiade di Barcellona. Per un motivo: perché ha saputo perdere. Quando noi abbiamo perso, non abbiamo detto: è colpa dell’arbitro, siamo sfortunati, la Federazione non ci ha appoggiato, è colpa di un giocatore o dell’allenatore o del dirigente. Abbiamo detto: l’avversario è stato più forte di noi, punto e basta. Noi abbiamo costruito una mentalità con la squadra combattendo tenacemente “la cultura degli alibi” (Julio Velasco - allenatore di pallavolo).

Mai sentito parlare di Cultura dell’Alibi? La citazione di Velasco ci fa intendere qualcosa. Se avete guardato anche il video (link) qui sopra, vi sarà già più chiaro il nocciolo del discorso che oggi vi propongo: tra gli strumenti più importanti per sviluppare una mentalità vincente, c’è la necessità di combattere le scuse e gli alibi che noi stessi creiamo quando non sappiamo gestire adeguatamente una sconfitta. Che cos’è un alibi? Semplicemente, è il trovare delle scuse. È il farsi in quattro per spiegare e giustificarsi, di fronte al mancato raggiungimento di un obiettivo.  Come dice Velasco, colui che ha una mentalità vincente deve tenere sempre presente che il successo è l’eccezione e non la regola. Bisogna essere consapevoli in che cosa ci si misura, tenendo conto delle proprie capacità e dei propri obiettivi. Questi ultimi devono essere sempre chiari, ma soprattutto raggiungibili. Spesso, soprattutto di fronte a situazioni a voi nuove, fallirete. Fallirete ancora, e fallirete di nuovo. Ma dove sta il problema? La verità è che il problema non c’è. FALLIRE E’ NORMALE. Perdere a una gara può diventare un’opportunità per capire cosa migliorare e quali soluzioni adottare per crescere come cavalieri.

Il vincente è colui che fa propria la volontà di evitare le scuse e di lavorare sulla realtà. Poiché gli alibi ci rendono più deboli e incapaci di far fronte alle evidenze, il primo passo per migliorare è trasformare le scuse in soluzioni.

Spesso in equitazione (e questa l’avrete sentita anche voi) è sempre colpa del cavallo, così come del pubblico troppo rumoroso o dell’ostacolo. Purtroppo, bisogna ammettere che oggi prendersi la responsabilità delle proprie azioni è diventato un atto per pochi coraggiosi. Ma cerchiamo di capire, in particolare, il perché puntare il dito su qualcun/qualcos’altro è più semplice. Il motivo è che, di fronte a una sconfitta, e dunque a un “fallimento”, ci si può sentire inadeguati. Soprattutto se il fallimento è condiviso con gli altri. Proprio per raggirare questo senso di sconfitta, si tende ad attribuire la responsabilità al di fuori di noi. Si tratta dunque di una vera e propria forma di difesa.

Cosa fare dunque? Il fondamento della crescita personale si trova nella sperimentazione continua e nel guardare i risultati e i fallimenti con occhi diversi. Un passo importante è attribuire un nuovo significato agli errori commessi e alle sconfitte. Cercate di vedere questi eventi come delle opportunità per imparare qualcosa, ma soprattutto per scoprire le vostre aree di miglioramento.

© Riproduzione riservata – Elena Giulia Montorsi per Equestrian Insights; foto di copertina ©Alessandro Benna

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