DPA / Non DPA: fatta la legge trovato l’inganno, amici miei | Il Moralizzatore Equestre

16 dicembre 2017 | Il Moralizzatore Equestre

Cos'è tutto questo parlare di cavallo atleta DPA/non DPA? Ma vivete nel mondo dei folletti e delle fate? Non sapete come vanno le cose? Ve lo spiego io. Ci sono persone che vivono il cavallo come un amico, come un compagno. Per costoro un animale è per la vita, per sempre. Quando Fulmine è vecchio, lo mettono al prato da qualche parte, dove sta bene, lo curano e gli stanno dietro al loro meglio. Se anche avessero tutti i cavalli DPA, nessuno finirebbe al macello, statene pur certi.

Poi ci sono quelli per cui il cavallo è un animale da lavoro. Questo modo di vedere, di sentire, ha radici molto antiche e deriva da quella tradizione che identifica l'animale con un possedimento, con una proprietà. Guardate che non è una cosa tanto strana, ci sono culture nelle quali anche i figli e le mogli sono beni commerciabili. Ci sono molte realtà nelle quali il cavallo effettivamente è un mezzo, uno strumento e non un membro della famiglia. Anche tra questi (tra coloro cioè che col cavallo ci lavorano, ci campano) troviamo chi ama i cavalli e chi no. E guardate che non è così facile distinguere le due categorie.

Io ho sempre pensato che i cavalieri, ad esempio, amassero i cavalli. Invece no, non è sempre detto. C'è anche chi ama solo il successo, il prestigio che i cavalli possono conferire, ma non l'animale in sé, con le sue fragilità, le sue imperfezioni, i suoi errori. Magari li tratta bene, li cura affinché siano al massimo della forma fisica e mentale, li tiene maniacalmente come fossero Ferrari, ma non li ama. E quindi non è disposto a spendere per loro (non solo in termini economici, sia chiaro) quando non sono più in grado di restituire. E allora? Allora vi dico io come stanno le cose. Chi ama i cavalli troverà sempre (magari alla peggio cercando soluzioni diverse, aiuti esterni, associazioni ecc) il modo per assicurare una vecchiaia decente ai suoi animali. Magari non la vecchiaia migliore del mondo, non un mangime specifico, non un posto con belle strutture e vicino a casa, non l'osteopata ogni 2 x 3... ma comunque un compromesso accettabile. Chi non li ama, invece, non vuole spendere per i cavalli quando non sono più in grado di ripagarlo (economicamente parlando). E allora che ne farà del cavallo zoppo tronco o del vecchio bicentenario? Niente. Proverà a sbolognarlo a qualcuno, magari spacciandolo ancora per buono per passeggiate o ippoterapia. Ma se non ci riesce, se ne sbarazzerà lo stesso. Ora, per quanto io lo trovi riprovevole, se un cavallo è DPA si può macellare. Chi lo fa è nel pieno dei suoi diritti e francamente non gli si può dire nulla, a parte rilevare che ha una (in)sensibilità diversa dalla nostra. Ma se il cavallo non è DPA, pensate che faccia qualche differenza? Ve lo dico io. No. Se uno si vuole sbarazzare del cavallo il modo lo trova.  Basta sfogliare un giornale o cercare un po' nel web per rendersi conto come stanno le cose. Cavalli abbandonati, trascurati, che devono vivere (o, più facilmente, morire) arrangiandosi con quello che trovano. Commercianti che fanno i magheggi coi documenti e in 3 secondi ti fanno diventare macellabile anche Plot Blue. Macelli clandestini, dove viene affettata qualsiasi cosa che assomigli vagamente a un equino. Camion pieni di cavalli che vengono esportati per poi tornare in Italia sotto forma di bistecca, senza alcun controllo. Altro che DPA/non DPA. Il cambiamento deve partire dal sentire comune, dalla sensibilità, dalla coscienza di una società. Solo così il cavallo davvero sarà tutelato. Fino a quel  momento, fatta la legge trovato l'inganno, amici miei.

© Il Moralizzatore Equestre / Equestrian Insights - riproduzione riservata; foto/illustrazione di copertina da video youtube Would You Eat Horse Meat?

prospera centro equestre

Condividi:

error: © CavalDonato Communication. All right reserved.