#Psicopillole: Vademecum del buon istruttore

08 settembre 2017 #psicopillole → pillole di psicologia per gli sport equestri

Prosegue con un altro approfondimento la rubrica di Pillole di Psicologia per gli sport equestri, volta a fornire indicazioni utili per guidare ed indirizzare ad un primo autonomo lavoro di riflessione su se stessisulle proprie capacità e sugli ostacoli che così spesso si frappongono tra noi e il raggiungimento di una prestazione ottimale.

Oggi vorrei rivolgermi a tutti gli istruttori di equitazione, di ogni livello, proponendo loro una guida di 7 punti che potrà rivelarsi utile nella costruzione e nella gestione della relazione con i propri allievi.

1) Mantenete un atteggiamento costruttivo. Evitate di andare a lavorare esclusivamente su ciò che non funziona! Meglio valorizzare ciò che l’allievo è in grado di fare, mettendo in evidenza le sue aree di miglioramento. Fondamentale è osservare il modo in cui l’allievo dialoga con se stesso assicurandovi così che egli abbia un Self talk costruttivo. Il lavoro sul Self Talk parte dagli istruttori, da come voi comunicate e vi ponete nei loro confronti. Le riflessioni e le indicazioni dovranno essere declinate al positivo, evitando il NON, altrimenti andremo a sottolineare al cervello quello che non vogliamo fare piuttosto che quello che intendiamo portare avanti.
Il self talk può infatti essere:

  • positivo, è mirato ad ottimizzare le energie, lo sforzo e a rafforzare la propria autoefficacia: “Ce la posso/puoi fare”, “Andiamo a divertirci!”; molto utile prima di salire in sella o prima di partire per la gara.
  • istruttivo, si focalizza sul compito e sulla parte tecnica: “senti il cavallo”, “rilassa le spalle”, “senti il galoppo”, “pensa alle azioni da fare:...”; ideale anche durante la parte di visualizzazione della gara o durante l’allenamento.
  • negativo, è prodotto dall’ansia e dalla prestazione, l’atleta spesso crede di non farcela o si arrabbia per i propri errori. Il linguaggio interno diventa vostro nemico e vi porta a non sentirvi efficaci e all’altezza della situazione “non ci riesco”, “non sento il cavallo”, “andrà tutto male”, “faccio schifo”, “fa schifo!”.

2) Evitate l’umiliazione. Se l’istruttore insultasse l’allievo tutte le volte che sbaglia, come riuscirà a crescere e credere nelle proprie capacità in campo? Umiliare ed aggredire l’allievo (che può avere dai 3 ai 90 anni), palesando la propria insoddisfazione per le sua incapacità, non porta mai a nulla di buono: infatti questo atteggiamento suscita a) pressioni emotive negative (per un approfondimento clicca qui) che possono dare vita a senso di inadeguatezza, b) paura di commettere nuovamente un errore (e dunque alla possibilità di commetterne uno ancora più grave), c) calo della concentrazione e ad ansia da prestazione.

3) Ricercate le doti e le qualità psicofisiche del vostro allievo. Imparate a conoscere il più possibile le particolarità caratteriali, le attitudini, le predisposizioni fisiche (ovviamente adeguatamente commisurate all’età) e le caratteristiche emotive. In questo modo potrete calibrare l’attività formativa più adatta per ogni allievo.

4) Mantenete un dialogo aperto con il proprio allievo: per conoscere a fondo una persona, il dialogo resta uno strumento fondamentale. Date sempre spazio e priorità alla relazione con i vostri allievi. In che modo? Ascoltate! Se vi viene chiesto qualcosa, dovrete essere sempre in grado di non prevaricare, accogliendo tutte le domande (anche le più banali) e fornendo tutte le risposte. Allo stesso modo quando sarete voi a porre domande: attendete e ascoltate con attenzione la risposta. Solo in questo modo potrà esserci un buon dialogo e un’efficace relazione di fiducia.

5) NON entrate in competizione con l’allievo. Può capitare che la voglia di mostrare quel che più o meno magistralmente si sa fare, porti a voler ottenere gratificazione e stima dai propri allievi. È sicuramente meglio costruire una relazione, con il proprio allievo, più di tipo collaborativo, piuttosto che di tipo competitivo. Per voi istruttori dunque è fondamentale fare chiarezza sul vostro atteggiamento e sul vostro modo di porvi nei confronti degli allievi. Ogni allievo, anche il più bravo, ha sempre bisogno di un maestro.

6) Fate insieme il punto della situazione. Obiettivi chiari e raggiungibili. Individuate assieme al vostro allievo i suoi punti di forza (ogni miglioramento, anche piccolo) insieme ai problemi, rendete espliciti gli steps da affrontare, improntando un percorso chiaro per risolvere le difficoltà; a seconda dell’allievo, individuate un obiettivo specifico e misurabile nel tempo (a breve o a lungo periodo), un obiettivo che sia effettivamente raggiungibile e che stimoli la capacità di riflessione dell’allievo.

7) Siate un esempio positivo per l’allievo. Molto spesso, voi istruttori rappresentate per i vostri allievi il riferimento principale. Per questo motivo, sia che proseguiate la vostra attività agonistica, sia che vi dedichiate esclusivamente all’attività educativo-formativa, dovrete sempre tenere a mente che siete un modello di riferimento e che, soprattutto gli allievi più piccoli, apprendono per imitazione. Siate portavoce di tutti i principali contenuti, sia teorici che pratici, della bella equitazione e anche di cultura sportiva, promuovendone i principali valori. Siate proattivi, informati e soprattutto curiosi. Oltre a quelle dei vostri allievi, riconoscente le vostre aree di miglioramento e cercate di colmarle.

Tuttavia, è chiaro che essere sempre esempi positivi e costruttivi non è facile. È normale avere dei momenti di scoraggiamento, di rabbia e, a volte, anche di vittimismo. Tutti dobbiamo avere la possibilità di mostrare le emozioni più spiacevoli e di esprimere le nostre lamentele: è molto importante però che voi istruttori valutiate il momento e il contesto in cui vi trovate, facendo attenzione a non diventare un cattivo esempio per i vostri allievi.  Il fulcro di questi 7 punti guida è la capacità di imparare veramente a tenere un atteggiamento costruttivo prima di tutto per se stessi: se diverremo davvero in grado di rimboccarci le maniche, di cercare sempre di scoprire cosa si può fare per superare una situazione difficile, con una visione chiara e distinta della realtà, veicolare questi contenuti positivi ai nostri allievi diverrà praticamente automatico: “la più grande scoperta […] è che l’uomo può cambiare la propria vita semplicemente cambiando il proprio atteggiamento mentale” (William James).

© Riproduzione riservata – Elena Giulia Montorsi per Equestrian Insights; foto ©Alessandro Benna

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